L’ USURA DEI MATERIALI DA RESTAURO IN ODONTOIATRIA.

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Nella riabilitazione di uno o più elementi dentari noi operatori dobbiamo sempre tenere in considerazione le proprietà meccaniche dei materiali che andiamo ad inserire nella bocca dei nostri pazienti.

Quando mastichiamo, quando parliamo, quando dormiamo, i denti dell’arcata superiore e dell’arcata inferiore si contattano reciprocamente ed in continuazione.
Questo avviene quotidianamente e per diverse centinaia di volte.

La superficie dei nostri denti è costituita da smalto naturale ed è questo il tessuto mineralizzato che è soggetto al fenomeno dell’usura.
Certamente si tratta di un’usura misurabile in frazioni di millimetro, magari non visibile ad occhio nudo, ma che c’è!

L’usura dentale aumenta se sono presenti parafunzioni dell’apparato stomatognatico come ad esempio il bruxismo o il digrignamento tanto per citarne qualcuna.

Inoltre la nostra occlusione e cioè il modo in cui le arcate dentarie si contattano tra di loro, cambia nel corso della nostra vita.
L’occlusione che un nostro paziente avrà a 20 anni non sarà la stessa di quando avrà 40 anni.
Essa cambia per motivi legati alla perdita di alcuni elementi dentari o per il restauro di alcuni di essi, al cambiamento della postura, alla stabilità della colonna vertebrale, all’insorgenza delle sopracitate parafunzioni.

Nel momento in cui si vanno a riabilitare uno o più elementi dentari dobbiamo quindi tenere in considerazione sia il cambio dell’occlusione che il fenomeno dell’usura e pertanto la SCELTA DEL MATERIALE DA RESTAURO migliore per il nostro paziente deve cadere su QUALCOSA CHE SI ADATTI a questi mutamenti e non, viceversa, su qualcosa che invece influenzi l’occlusione stessa.

Perchè?
Se ad esempio si devono riabilitare diversi denti o un intera arcata e noi scegliamo un materiale che si adatta a questi cambiamenti, nel caso il paziente dovesse iniziare a bruxare o digrignare l’unico rischio che si correrebbe sarebbe quello del distacco dell’otturazione o del restauro. Oppure il restauro si può scheggiare.
Nessun problema. Si effettua nuovamente l’otturazione oppure si procede ad un nuovo restauro.
Potrebbe anche fratturarsi il dente stesso. Poco male perchè esiste l’implantologia.
Sono situazioni completamente reversibili.

Se invece utilizziamo un materiale che ha un’usura pari a zero (come ad esempio la ceramica), si rischia che se il paziente cambia la sua occlusione si possono avere gravi ripercussioni su colonna vertebrale e postura.
E purtroppo questa situazione spesso non è reversibile!

Sono stati effettuati diversi studi scientifici per individuare il materiale che avesse un grado di usura il più vicino possibile a quello dello smalto naturale.
Due di questi sono risultati essere l’oro ed il composito, volgarmente definito “pasta bianca”.

L’oro lo conosciamo tutti, ed è anche un materiale molto duttile che si adatta facilmente ai nostri cambiamenti di occlusione.
Purtroppo non risponde ai canoni estetici attuali.
Infatti quale paziente, oggi, accetterebbe di farsi fare un’otturazione in oro?

Il composito invece è un materiale di sintesi in cui sono presenti tre componenti: una matrice resinosa, un agente legante ed un riempitivo.
Il materiale riempitivo è quello che permette all’otturazione di adattarsi ai cambiamenti di occlusione.
Il composito inoltre è anche estetico, pertanto molto più ben accetto dai pazienti rispetto ad altri materiali il cui colore differisce molto da quello dei denti naturali.

Nel nostro Studio FUNZIONE ed ESTETICA sono fattori che noi teniamo sempre in considerazione quando andiamo a scegliere il materiale per effettuare una riabilitazione protesica.
Questi due fattori si intercambiano a seconda del settore che ci si trova a riabilitare.
Se ad esempio ci dobbiamo occupare degli incisivi nell’arcata superiore daremo una maggiore importanza al fattore ESTETICA più che a quello FUNZIONE.
Viceversa se dobbiamo sistemare un molare nell’arcata inferiore, maggiore importanza avrà il fattore FUNZIONE più che quello ESTETICA.

La prevenzione e la cura delle patologie che affliggono i denti sono importanti ma altrettanto lo sono i materiali che poi scegliamo per ripristinare la loro forma e funzione.

Dott. Mario Pirani

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